Livello Scolastico: Primaria
Un percorso sviluppato in collaborazione con l’associazione RETE, caratterizzato da riflessioni sul tema dell’alimentazione e dei consumi consapevoli.
L’agricoltura urbana è uno strumento sempre più utilizzato dalle amministrazioni e dalle comunità territoriali per rigenerare aree abbandonate o residuali delle città. Il fenomeno, ormai globale, è di forte interesse proprio per il concetto di multifunzionalità di questi dispositivi e per la capacità di rispondere in modo esaustivo a diversi problemi delle città.
Sempre più persone vivranno in un contesto urbano nei prossimi anni: oltre il 50% della popolazione mondiale vive oggi in aree urbane e, secondo le proiezioni dell’ONU, nel 2050 tale percentuale sfiorerà il 70%. La sfida per la sostenibilità ambientale vede quindi nella città un ruolo di primo piano, sia nel sensibilizzare la popolazione ad atteggiamenti sostenibili, sia nel ripensare e immaginare la città non solo come ultimo tassello della filiera alimentare, ma anche come spazio di produzione. È necessario quindi superare la classica dicotomia che vede nella campagna, luogo agreste per eccellenza, la titolarità a produrre cibo, e per le aree urbane un semplice ruolo di consumo. La svolta ambientale presuppone di superare questa visione e di iniziare a progettare un sistema unico integrato città-campagna, un distretto agroecologico capace di mettere in relazione tutti gli elementi urbani, riducendo lo spreco e ottimizzando le energie presenti in termini di input e output generati.
L’agricoltura urbana comprende aree produttive, dove è possibile avviare produzioni di un certo significato quantitativo, ma anche piccole aree urbane che, a causa della ridotta disponibilità di terreno agricolo, non hanno il compito prioritario di soddisfare le domande alimentari dei cittadini. Il ruolo che questi spazi rivestono, stiamo parlando in molti casi di fazzoletti di terra, è piuttosto quello di sensibilizzare la popolazione alla consapevolezza alimentare, allargando lo sguardo per comprendere le interconnessioni globali. In questo senso, l’orto urbano diventa soprattutto un dispositivo utile a trattare tematiche di educazione alla cittadinanza globale.
Le persone in città hanno in buona parte perso il contatto con il cibo, tutta la parte di produzione è nascosta e si entra in contatto con il cibo solo al momento finale dell’acquisto. Allontanarsi dalla produzione rende il cittadino distante da tutti i problemi ambientali e sociali che la produzione intensiva genera. Autoprodurre il proprio cibo crea consapevolezza alimentare, empatia e vicinanza verso i produttori e le criticità che affrontano, facendo comprendere il giusto valore del lavoro. Anche i prodotti non esteticamente perfetti e non conformi ai canoni di commercializzazione vengono accettati dagli ortolani urbani, al pari degli altri frutti. Cambiare queste convinzioni significa anche stimolare dal basso la grande distribuzione organizzata (GDO) a proporre al consumatore un prodotto non standardizzato, limitando così gli sprechi lungo tutta la filiera e consentendo minori perdite per gli agricoltori.
Il grosso del lavoro svolto negli orti urbani è un lavoro di educazione che porta a una maggiore sensibilità verso il proprio territorio, con una chiara comprensione dei meccanismi globali che creano disuguaglianze, dando quindi la giusta profondità all’impatto delle nostre azioni. Anche i gesti più semplici, come quello della semina, possono diventare strumenti potenti per parlare di ECG. I semi, infatti, rappresentano un’occasione straordinaria per riflettere sulle dinamiche globali che privano i contadini del loro diritto alla sovranità alimentare. Nell’orto urbano possiamo scegliere di osservare diverse varietà e forme, spiegare il processo di germinazione e fermarci a questo livello esperienziale. Oppure, possiamo andare oltre, utilizzando i semi per parlare della standardizzazione delle sementi, della perdita del patrimonio genetico e delle pressioni esercitate dalle multinazionali che ledono i diritti dei coltivatori.
Questa scheda didattica è liberamente ispirata alla attività di co-progettazione e di sperimentazione realizzate nel corso dell’anno scolastico 2023/2024 da
| IC Bobbio-Novaro
Via Santhià 76, 10154 Torino www.icbobbionovaro.edu.it |
Rete Ong
Via Norberto Rosa 13/a, 10154 Torino |
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nell’ambito del progetto “Regione 4.7 – Territori per L’Educazione alla Cittadinanza Globale” – AID 012618/01/1 promosso dalla Regione Piemonte e co-finanziato dall’Agenzia Italiana di Cooperazione allo Sviluppo (Bando AICS 2021 per la concessione di contributi a Iniziative di sensibilizzazione ed educazione alla cittadinanza globale).
