Livello Scolastico: Secondaria di Secondo Grado
Un percorso sviluppato in collaborazione con ENGIM Piemonte, caratterizzato da riflessioni sul tema della sostenibilità ambientale e del consumo responsabile
I temi proposti in questo paragrafo rappresentano uno sguardo molto attuale sulla sostenibilità ambientale e sui nostri stili di consumo. Affrontarli a scuola significa inserire in un quadro globale le nostre scelte alimentari e i nostri acquisti.
Ragionare di filiera agro alimentare permette di aver chiari i passaggi che riguardano e coinvolgono i nostri alimenti e le criticità che emergono e che esistono in molti di questi passaggi: se pensiamo al mondo dell’ortofrutta partiamo dalla raccolta, per giungere alla gestione dei grandi mercati ortofrutticoli, al trasporto, alla media e piccola distribuzione, passando dai salari e le condizioni di lavoro, per tornare alla stagionalità dei prodotti e alle nostre scelte alimentari. In Italia, le cronache raccontano sempre più spesso di caporalato, sfruttamento bracciantile, diritti di lavoratori e lavoratrici nelle campagne dal nord al sud del nostro paese nel quadro di un sistema criminale. Un fenomeno che si collega spesso alla criminalità organizzata di stampo mafioso, con il fenomeno migratorio, con la richiesta di prodotti sempre più a basso costo e quindi né buoni né giusti e con lo sfruttamento delle risorse che siano la terra o l’uomo.
La complessità di questi fenomeni e la loro concatenazione permettono un agile scomposizione dei temi e un agile adattamento in base alle età a cui ci si rivolge: con la scuola primaria è possibile trattare la filiera dei prodotti usando ad esempio il viaggio del pomodoro o di un altro alimento comune oppure affrontare il tema del km0 partendo dai prodotti tipici del proprio territorio, con la secondaria di primo grado si può trattare il fenomeno partendo dalle migrazioni e dalla loro storia, mentre per la secondaria di secondo grado il tema del lavoro e dello sfruttamento o il ruolo della criminalità organizzata nelle filiere, nei grandi mercati ortofrutticoli e nel traffico di essere umani.
Il percorso infine prevede un approfondimento sul tema dell’agricoltura urbana, che è uno strumento sempre più utilizzato dalle amministrazioni e dalle comunità territoriali per rigenerare aree abbandonate o residuali delle città. Il fenomeno, ormai globale, è di forte interesse proprio per il concetto di multifunzionalità di questi dispositivi e per la capacità di rispondere in modo esaustivo a diversi problemi delle città.
Sempre più persone vivranno in un contesto urbano nei prossimi anni: oltre il 50% della popolazione mondiale vive oggi in aree urbane e, secondo le proiezioni dell’ONU, nel 2050 tale percentuale sfiorerà il 70%. La sfida per la sostenibilità ambientale vede quindi nella città un ruolo di primo piano, sia nel sensibilizzare la popolazione ad atteggiamenti sostenibili, sia nel ripensare e immaginare la città non solo come ultimo tassello della filiera alimentare, ma anche come spazio di produzione. È necessario quindi superare la classica dicotomia che vede nella campagna, luogo agreste per eccellenza, la titolarità a produrre cibo, e per le aree urbane un semplice ruolo di consumo. La svolta ambientale presuppone di superare questa visione e di iniziare a progettare un sistema unico integrato città-campagna, un distretto agroecologico capace di mettere in relazione tutti gli elementi urbani, riducendo lo spreco e ottimizzando le energie presenti in termini di input e output generati.
Il grosso del lavoro svolto negli orti urbani è un lavoro di educazione che porta a una maggiore sensibilità verso il proprio territorio, con una chiara comprensione dei meccanismi globali che creano disuguaglianze, dando quindi la giusta profondità all’impatto delle nostre azioni. Anche i gesti più semplici, come quello della semina, possono diventare strumenti potenti per parlare di ECG. I semi, infatti, rappresentano un’occasione straordinaria per riflettere sulle dinamiche globali che privano i contadini del loro diritto alla sovranità alimentare. Nell’orto urbano possiamo scegliere di osservare diverse varietà e forme, spiegare il processo di germinazione e fermarci a questo livello esperienziale. Oppure, possiamo andare oltre, utilizzando i semi per parlare della standardizzazione delle sementi, della perdita del patrimonio genetico e delle pressioni esercitate dalle multinazionali che ledono i diritti dei coltivatori.
Questa scheda didattica è liberamente ispirata alla attività di co-progettazione e di sperimentazione realizzate nel corso dell’anno scolastico 2023/2024 da
| IIS Des Ambrois
Via Martin Luther King 10, 10056 Oulx (TO) |
In collaborazione con:
ENGIM Piemonte ETS Corso Palestro 14, 10122 Torino |
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nell’ambito del progetto “Regione 4.7 – Territori per L’Educazione alla Cittadinanza Globale” – AID 012618/01/1 promosso dalla Regione Piemonte e co-finanziato dall’Agenzia Italiana di Cooperazione allo Sviluppo (Bando AICS 2021 per la concessione di contributi a Iniziative di sensibilizzazione ed educazione alla cittadinanza globale).






